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Bandiera Francia

   

Museo del Louvre

Il Louvre ha una lunghissima storia, che risale a più di otto secoli fa, ospita straordinari capolavori di artisti di tutto il mondo e di tutti i tempi.

La prima struttura, costruita in un sito chiamato "Lupara", fu eretta da Filippo Augusto nel 1190 circa. Nacque come roccaforte per proteggere la città di Parigi, sebbene comprendesse anche parte del tesoro reale e degli archivi.

Fu ampliata da Carlo V (1337-1380), che vi costruì una biblioteca e la utilizzò anche come residenza occasionale. Andò in rovina dopo essere caduta in mano agli inglesi nel 1415.

Sotto Francesco I (1494-1547), gran parte della vecchia roccaforte fu demolita e sostituita da un nuovo palazzo progettato da Pierre Lescot (1510-1578), che rappresenta ancora il cuore del palazzo attuale, sebbene, di fatto, siano stata fatte aggiunte e cambiamenti da tutti i monarchi successivi. La modifica più evidente si ebbe sotto il regno di Luigi XIV, quando Le Vau chiuse l'area intorno alla Cour Carrée (1653) e quando lo stesso architetto progettò il Colonnade, insieme a Perrault e D'Orbay (1677-1670).

La collezione reale cominciò a diventare grandiosa a partire dal Cinquecento, quando Francesco I, per esempio, acquistò la Monna Lisa di Leonardo. In particolare la corona di Francia acquisì importanti raccolte dal cardinale Mazarino (1661), dal finanziere tedesco Everhard Jabach (1671) e dal cardinale Richelieu (1675). I primi due avevano comprato molte opere della collezione del re d'Inghilterra, Carlo I, dopo la sua esecuzione nel 1649, mentre i dipinti di Richelieu erano soprattutto francesi o italiani.

Nel Seicento si registrò anche il primo tentativo di esporre i dipinti al pubblico.

Nel 1673 l'Accademia cominciò ad utilizzarlo per le proprie esposizioni, pratica che divenne abituale nel 1725, quando il Consiglio decise di esporre le proprie opere in una grande stanza chiamata il Salon d'Apollon, più tardi questa mostra divenne il prestigioso Salon.

Nel 1678, Luigi XIV decise di trasferire la sua corte a Versailles, senza precisare che cosa sarebbe stato del Louvre.

I lavori di costruzione furono lasciati a metà, con alcune sezioni del palazzo addirittura senza tetto, mentre gli appartamenti connessi ospitarono amministratori, cortigiani ed artisti.

Tra il 1780 ed il 1790 iniziarono i progetti per trasformare la Grande Galerie in un museo pubblico, dove poteva essere esposta la collezione reale.

A causa della confusione politica, tale progetto fu rinviato fino al 1793, quando la galleria fu ribattezzata "Musée Central des Arts".

Nel 1803 il Louvre cambiò nome diventando "Musée Napoléon". Il numero delle opere d'arte continuò a crescere man mano che i paesi conquistati dall'esercito di Napoleone furono costretti a cedere i loro tesori (la maggior parte, dopo la sconfitta dell'imperatore, tornò ai legittimi proprietari).

Il museo continuò a risentire dei cambiamenti politici per tutto l'Ottocento.

Nel 1838 il re Luigi Filippo prestò la sua meravigliosa collezione di dipinti spagnoli al Louvre, ma li volle indietro quando il suo regno decadde, un decennio più tardi.

Il periodo peggiore fu durante la guerra franco-prussiana e nel periodo della Comune di Parigi.

Nel 1870 il Louvre fu trasformato in arsenale e guardaroba e, un anno più tardi, i comunardi distrussero col fuoco le Tuileries, che ospitavano parte della collezione.

Un altro problema sorse dall'atteggiamento conservatore del Museo di fronte all'arte moderna. L'esempio più evidente fu il "lascito di Gustave Caillebotte" di dipinti impressionisti, che furono donati nel 1894, ma accettati soltanto nel 1929. Molte opere dell'Ottocento restarono prima al Jeu de Paume e, dopo il 1986 al Musée d'Orsay.

Attualmente, è stato ampliato l'interno del complesso del Louvre in modo da poter esporre una parte più vasta della collezione. Per le celebrazioni del bicentenario (1989), le autorità hanno ampliato la zona espositiva togliendo alcuni uffici governativi dall'ala Richelieu ed aggiungendo una serie di gallerie sotterranee sotto la Cour Napoléon, incoronata dalla Piramide di vetro di Pei.

Piramide di vetro

Intorno al 1980 Parigi visse un periodo di grandi novità architettoniche, in vista soprattutto dell'avvicinarsi del bicentenario della Rivoluzione Francese.

Uno dei progetti più controversi fu rappresentato dalla costruzione di un'enorme piramide di vetro, composta da 673 vetri e alta 21,65 metri, destinata a sorgere nel cortile del Louvre, la Cour Napoléon.

L'impegnativo compito fu affidato all'architetto Ieoh Ming Pei.

La piramide è una sorta di lucernario che copre l'entrata sotterranea del museo. Lo spazio di quest'area sotterranea estraneo alla mostra fu pensato per accogliere vari servizi quali ristoranti, gallerie, negozi, librerie ed un auditorio.

Durante la costruzione vennero alla luce alcuni interessanti reperti archeologici tra cui il terrapieno del castello di Carlo V.


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